L'incontro del 2 dicembre è dedicato all'approfondimento di Il tempo non si vede (2025), una lettura performativa di Maria Cristina Galli dedicata all'insegnamento di Ferdinand Deligny. L'opera consiste nel tracciamento di un percorso, in avanti e poi all'indietro, effettuato su un pavimento di cartoni grigi utilizzando un grande pennello intriso d'acqua. Durante l'operazione, si ascoltano le parole di Deligny sul rapporto tra tempo e visione, pervenendo a una concezione del presente – di quel che è presente qui e ora – dettata dalla immaginazione di una coscienza che osserva un tempo non consecutivo, reversibile e sovrapposto a se stesso, come una scrittura «in cui si cancella quanto si scrive mentre ogni cancellazione diventa forma di scrittura, e che custodisce in sé il sistema e il metodo che ne sono sostanza. (...) una scrittura che non appartiene a nessuna lingua, come un segno che potrebbe stare dappertutto, e che il tempo riassorbe come le tracce dissolte nell'acqua.» [M. C. Galli, Il tempo non si vede, link]
Di questa opera si progetta un adattamento che sarà intersecato con la pratica descrittiva dei luoghi sperimentata da Georges Perec in Tentativo di esaurimento di un luogo parigino (1974) [link].
L'obiettivo è realizzare una azione performativa collettiva destinata a inaugurare il seminario del 28 gennaio. All'interno della Sala Napoleonica dell'Accademia di Brera, si ripeterà l'operazione di disegno ad acqua eseguita da M. C. Galli su di un pavimento di cartone, mentre intorno si enuncia la descrizione delle sale della Pinacoteca di Brera – precedentemente effettuata dal gruppo del laboratorio, seguendo l'esempio di Perec.
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Attività. MARIA CRISTINA GALLI DESCRIVE LE IMMAGINI CHE NON PUÒ VEDERE.
Proseguendo la traccia concettuale contenuta nell'opera Il tempo non si vede, si domanda a M. C. Galli di descrivere le immagini proiettate alle sue spalle, e che lei non conosce. Questa descrizione è sollecitata da riferimenti a ipotetiche e generiche situazioni di vita, in cui ogni volta è contestualizzata la domanda CHE COSA VEDI?
Ci sono casi in cui la descrizione va incontro alle immagini, e altri casi, più frequenti, in cui se ne discosta.
Progetto. TENTATIVO DI ESAURIMENTO DELLA PINACOTECA DI BRERA.
Traslazione verbale del piano superiore del palazzo di Brera (Pinacoteca) sul piano inferiore (Accademia) attraverso la dettatura delle frasi descrittive, trascritte ad acqua da M. C. Galli sotto forma di segni e tracciati.
Il progetto è un adattamento dell'opera Il tempo non si vede (M. C. Galli, 2025), e si ispira a Tentativo di esaurimento di un luogo parigino, di Georges Perec.
Le foto di Place Saint Sulpice sono quelle scattate da Pierre Getzler, che accompagnava Perec nei tre giorni di puntuale descrizione della piazza. Le foto della Pinacoteca di Brera sono tratte dal web.
Attività. LA VOCE PERSISTE. AZIONI DI ESPRESSIONE VOCALE. (I)
Questa e altre attività simili si svolgono nell'intento di allenarsi al lavoro di dettatura previsto dal progetto Tentativo di esaurimento della Pinacoteca di Brera.
In questo caso, la voce è spinta al massimo della sua potenza nell'urlo. Un telo bianco di tessuto leggero è teso da un lato all'altro dello spazio, separando due gruppi di persone, cinque da un lato e cinque dall'altro, disposte in fila e con la fronte rivolta al telo. Un gruppo ha nome Michelangelo e l'altro gruppo ha nome Raffaello.
L'obiettivo consiste nel muovere il telo con la forza della sola voce. Dapprima si prova sforzando il respiro, senza emettere suono. Seguono poi due sessioni di urlo. Nella prima, Raffaello urla DOV'È IL CORPO? e Michelangelo risponde IL SUONO DELLA CARNE. Nella seconda, Raffaello urla LAVORO e Michelangelo risponde MOVIMENTO. Le azioni di urlo sono orchestrate da una persona che ne stabilisce l'attacco e lo stacco nell'avvicendamento e nella sovrapposizione fra i due gruppi. L'attività prevede unn crescendo paradossale di intensità dell'urlo.