Partendo da una riflessione sulla duplicazione del corpo della persona nella sua maschera o nel suo ritratto – tentativo di assorbirne la presenza in un ordine oggettuale permanente, fatto di materie e misure – l'incontro del 27 ottobre è dedicato all'analisi dei significati dei due aggettivi: 'presente' e 'assente'. Incentrati sulla comune radice del verbo 'essere', entrambi i concetti si determinano in riferimento allo spazio (presente = essere davanti ≠ assente = essere lontano), così che il rapporto tra presenza e assenza si gioca nella costituzione di un qui, ovvero del luogo da/in cui la coscienza separa i piani delle cose presenti e delle cose assenti, ne stabilisce le qualità materiali e percettive (es: presente = qui visibile, qui tangibile,... / assente = qui invisibile, qui intangibile,...) e, nello stesso tempo, le possibilità di scambio tra presenza e assenza. La materialità dell'oggetto, ad esempio, non è di per sé prova della sua presenza: gli oggetti pensati o sognati, presenti alla coscienza e assenti all'esperienza sensoriale, condizionano in modo determinante le azioni umane e lo spazio in cui esse si svolgono, esercitando su quello spazio un potere di definizione e per-formazione. La rappresentazione dello spazio è infatti un atto di pensiero e astrazione. A questa verità si rivolge l'esperienza artistica di Stanley Brouwn, basata (a) sulla problematizzazione del camminare (conteggio scrupoloso dei passi, tabelle di passi eseguiti, misurazione dell'andare-in-sé e senza destinazione) e (b) sulla soggettività del percorso, o dell'andare verso un punto. [link]

L'incontro comprende: una lettura da Lévi-Strauss sulla maschera tratta dal catalogo della 46 Biennale di Venezia, a cura di Jean Clair, Identità e alterità / Impronte del corpo e della mente; una performance di Yihan Zhang sull'ospitare e essere ospitati; una performance di Nura Saccaro ispirata a un'opera di Gina Pane. L'incontro si conclude con l'impostazione di una attività collettiva su oggetto/ritratto e sparizione/interpretazione.

Claude Lévi-Strauss, Sguardi sugli oggetti

Gina Pane, L’uomo mezzo nudo – Partizione per due altoparlanti, 1982 

Nura Saccaro, Manifesto del qui (d'après Gina Pane), 2025 

Pasquale Polidori, Definizioni di 'presente' e 'assente'. Note ai significati 

Un'opera di Keith Arnatt che spiega il ruolo o il posto del verbo essere...

Altri specchi che confondono la presenza e l'assenza: il finale di La signora di Shanghai (1947)

 Lucio Fontana, Concetto spaziale, 1952

Scipione, Uomini che si voltano, 1930

Stanley Brouwn, Untitled, 1993

Stanley Brouwn, Art&Project Bulletin #63, 1972

Stanley Brouwn, Art&Project Bulletin #11, 1972

Laboratorio Ex corpo, grafico essere-davanti-lontano-presente-assente

Stanley Brouwn, This way Brouwn, 1961

Igno Cuypers, Stanley Brouwn che domanda ai passanti di indicargli una certa direzione tracciandola su un foglio, 1960 circa

Catalogo della 46 Biennale d'arte di Venezia (1995) curata da Jean Clair. 

Sotto il titolo di Identità e alterità/impronte del corpo e della mente, e facendo anche tesoro dell’esperienza e delle ragioni della Body-Art – tra psicanalisi, movimento e linguisticità del corpo – la mostra esplorava le declinazioni in arte del concetto di figura, tra XIX e XX secolo, in pittura, fotografia e scultura.

Catalogo della 46 Biennale d'arte di Venezia (1995) curata da Jean Clair. 

Sotto il titolo di Identità e alterità/impronte del corpo e della mente, e facendo anche tesoro dell’esperienza e delle ragioni della Body-Art – tra psicanalisi, movimento e linguisticità del corpo – la mostra esplorava le declinazioni in arte del concetto di figura, tra XIX e XX secolo, in pittura, fotografia e scultura.

Catalogo della 46 Biennale d'arte di Venezia (1995) curata da Jean Clair. 

Sotto il titolo di Identità e alterità/impronte del corpo e della mente, e facendo anche tesoro dell’esperienza e delle ragioni della Body-Art – tra psicanalisi, movimento e linguisticità del corpo – la mostra esplorava le declinazioni in arte del concetto di figura, tra XIX e XX secolo, in pittura, fotografia e scultura.

Catalogo della 46 Biennale d'arte di Venezia (1995) curata da Jean Clair. 

Sotto il titolo di Identità e alterità/impronte del corpo e della mente, e facendo anche tesoro dell’esperienza e delle ragioni della Body-Art – tra psicanalisi, movimento e linguisticità del corpo – la mostra esplorava le declinazioni in arte del concetto di figura, tra XIX e XX secolo, in pittura, fotografia e scultura.

Catalogo della 46 Biennale d'arte di Venezia (1995) curata da Jean Clair. 

Sotto il titolo di Identità e alterità/impronte del corpo e della mente, e facendo anche tesoro dell’esperienza e delle ragioni della Body-Art – tra psicanalisi, movimento e linguisticità del corpo – la mostra esplorava le declinazioni in arte del concetto di figura, tra XIX e XX secolo, in pittura, fotografia e scultura.

Catalogo della 46 Biennale d'arte di Venezia (1995) curata da Jean Clair. 

Sotto il titolo di Identità e alterità/impronte del corpo e della mente, e facendo anche tesoro dell’esperienza e delle ragioni della Body-Art – tra psicanalisi, movimento e linguisticità del corpo – la mostra esplorava le declinazioni in arte del concetto di figura, tra XIX e XX secolo, in pittura, fotografia e scultura.

Catalogo della 46 Biennale d'arte di Venezia (1995) curata da Jean Clair. 

Sotto il titolo di Identità e alterità/impronte del corpo e della mente, e facendo anche tesoro dell’esperienza e delle ragioni della Body-Art – tra psicanalisi, movimento e linguisticità del corpo – la mostra esplorava le declinazioni in arte del concetto di figura, tra XIX e XX secolo, in pittura, fotografia e scultura.

Catalogo della 46 Biennale d'arte di Venezia (1995) curata da Jean Clair. 

Sotto il titolo di Identità e alterità/impronte del corpo e della mente, e facendo anche tesoro dell’esperienza e delle ragioni della Body-Art – tra psicanalisi, movimento e linguisticità del corpo – la mostra esplorava le declinazioni in arte del concetto di figura, tra XIX e XX secolo, in pittura, fotografia e scultura.

Catalogo della 46 Biennale d'arte di Venezia (1995) curata da Jean Clair. 

Sotto il titolo di Identità e alterità/impronte del corpo e della mente, e facendo anche tesoro dell’esperienza e delle ragioni della Body-Art – tra psicanalisi, movimento e linguisticità del corpo – la mostra esplorava le declinazioni in arte del concetto di figura, tra XIX e XX secolo, in pittura, fotografia e scultura.

Catalogo della 46 Biennale d'arte di Venezia (1995) curata da Jean Clair. 

Sotto il titolo di Identità e alterità/impronte del corpo e della mente, e facendo anche tesoro dell’esperienza e delle ragioni della Body-Art – tra psicanalisi, movimento e linguisticità del corpo – la mostra esplorava le declinazioni in arte del concetto di figura, tra XIX e XX secolo, in pittura, fotografia e scultura.

Catalogo della 46 Biennale d'arte di Venezia (1995) curata da Jean Clair. 

Sotto il titolo di Identità e alterità/impronte del corpo e della mente, e facendo anche tesoro dell’esperienza e delle ragioni della Body-Art – tra psicanalisi, movimento e linguisticità del corpo – la mostra esplorava le declinazioni in arte del concetto di figura, tra XIX e XX secolo, in pittura, fotografia e scultura.

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Sotto il titolo di Identità e alterità/impronte del corpo e della mente, e facendo anche tesoro dell’esperienza e delle ragioni della Body-Art – tra psicanalisi, movimento e linguisticità del corpo – la mostra esplorava le declinazioni in arte del concetto di figura, tra XIX e XX secolo, in pittura, fotografia e scultura.

Catalogo della 46 Biennale d'arte di Venezia (1995) curata da Jean Clair. 

Sotto il titolo di Identità e alterità/impronte del corpo e della mente, e facendo anche tesoro dell’esperienza e delle ragioni della Body-Art – tra psicanalisi, movimento e linguisticità del corpo – la mostra esplorava le declinazioni in arte del concetto di figura, tra XIX e XX secolo, in pittura, fotografia e scultura.

Catalogo della 46 Biennale d'arte di Venezia (1995) curata da Jean Clair. 

Sotto il titolo di Identità e alterità/impronte del corpo e della mente, e facendo anche tesoro dell’esperienza e delle ragioni della Body-Art – tra psicanalisi, movimento e linguisticità del corpo – la mostra esplorava le declinazioni in arte del concetto di figura, tra XIX e XX secolo, in pittura, fotografia e scultura.

Catalogo della 46 Biennale d'arte di Venezia (1995) curata da Jean Clair. 

Sotto il titolo di Identità e alterità/impronte del corpo e della mente, e facendo anche tesoro dell’esperienza e delle ragioni della Body-Art – tra psicanalisi, movimento e linguisticità del corpo – la mostra esplorava le declinazioni in arte del concetto di figura, tra XIX e XX secolo, in pittura, fotografia e scultura.

Catalogo della 46 Biennale d'arte di Venezia (1995) curata da Jean Clair. 

Sotto il titolo di Identità e alterità/impronte del corpo e della mente, e facendo anche tesoro dell’esperienza e delle ragioni della Body-Art – tra psicanalisi, movimento e linguisticità del corpo – la mostra esplorava le declinazioni in arte del concetto di figura, tra XIX e XX secolo, in pittura, fotografia e scultura.

Catalogo della 46 Biennale d'arte di Venezia (1995) curata da Jean Clair. 

Sotto il titolo di Identità e alterità/impronte del corpo e della mente, e facendo anche tesoro dell’esperienza e delle ragioni della Body-Art – tra psicanalisi, movimento e linguisticità del corpo – la mostra esplorava le declinazioni in arte del concetto di figura, tra XIX e XX secolo, in pittura, fotografia e scultura.

Catalogo della 46 Biennale d'arte di Venezia (1995) curata da Jean Clair. 

Sotto il titolo di Identità e alterità/impronte del corpo e della mente, e facendo anche tesoro dell’esperienza e delle ragioni della Body-Art – tra psicanalisi, movimento e linguisticità del corpo – la mostra esplorava le declinazioni in arte del concetto di figura, tra XIX e XX secolo, in pittura, fotografia e scultura.

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Sotto il titolo di Identità e alterità/impronte del corpo e della mente, e facendo anche tesoro dell’esperienza e delle ragioni della Body-Art – tra psicanalisi, movimento e linguisticità del corpo – la mostra esplorava le declinazioni in arte del concetto di figura, tra XIX e XX secolo, in pittura, fotografia e scultura.

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Sotto il titolo di Identità e alterità/impronte del corpo e della mente, e facendo anche tesoro dell’esperienza e delle ragioni della Body-Art – tra psicanalisi, movimento e linguisticità del corpo – la mostra esplorava le declinazioni in arte del concetto di figura, tra XIX e XX secolo, in pittura, fotografia e scultura.

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Sotto il titolo di Identità e alterità/impronte del corpo e della mente, e facendo anche tesoro dell’esperienza e delle ragioni della Body-Art – tra psicanalisi, movimento e linguisticità del corpo – la mostra esplorava le declinazioni in arte del concetto di figura, tra XIX e XX secolo, in pittura, fotografia e scultura.

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Sotto il titolo di Identità e alterità/impronte del corpo e della mente, e facendo anche tesoro dell’esperienza e delle ragioni della Body-Art – tra psicanalisi, movimento e linguisticità del corpo – la mostra esplorava le declinazioni in arte del concetto di figura, tra XIX e XX secolo, in pittura, fotografia e scultura.

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Sotto il titolo di Identità e alterità/impronte del corpo e della mente, e facendo anche tesoro dell’esperienza e delle ragioni della Body-Art – tra psicanalisi, movimento e linguisticità del corpo – la mostra esplorava le declinazioni in arte del concetto di figura, tra XIX e XX secolo, in pittura, fotografia e scultura.

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Sotto il titolo di Identità e alterità/impronte del corpo e della mente, e facendo anche tesoro dell’esperienza e delle ragioni della Body-Art – tra psicanalisi, movimento e linguisticità del corpo – la mostra esplorava le declinazioni in arte del concetto di figura, tra XIX e XX secolo, in pittura, fotografia e scultura.

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Sotto il titolo di Identità e alterità/impronte del corpo e della mente, e facendo anche tesoro dell’esperienza e delle ragioni della Body-Art – tra psicanalisi, movimento e linguisticità del corpo – la mostra esplorava le declinazioni in arte del concetto di figura, tra XIX e XX secolo, in pittura, fotografia e scultura.

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Sotto il titolo di Identità e alterità/impronte del corpo e della mente, e facendo anche tesoro dell’esperienza e delle ragioni della Body-Art – tra psicanalisi, movimento e linguisticità del corpo – la mostra esplorava le declinazioni in arte del concetto di figura, tra XIX e XX secolo, in pittura, fotografia e scultura.

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Sotto il titolo di Identità e alterità/impronte del corpo e della mente, e facendo anche tesoro dell’esperienza e delle ragioni della Body-Art – tra psicanalisi, movimento e linguisticità del corpo – la mostra esplorava le declinazioni in arte del concetto di figura, tra XIX e XX secolo, in pittura, fotografia e scultura.

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Sotto il titolo di Identità e alterità/impronte del corpo e della mente, e facendo anche tesoro dell’esperienza e delle ragioni della Body-Art – tra psicanalisi, movimento e linguisticità del corpo – la mostra esplorava le declinazioni in arte del concetto di figura, tra XIX e XX secolo, in pittura, fotografia e scultura.

Catalogo della 46 Biennale d'arte di Venezia (1995) curata da Jean Clair. 

Sotto il titolo di Identità e alterità/impronte del corpo e della mente, e facendo anche tesoro dell’esperienza e delle ragioni della Body-Art – tra psicanalisi, movimento e linguisticità del corpo – la mostra esplorava le declinazioni in arte del concetto di figura, tra XIX e XX secolo, in pittura, fotografia e scultura.

Attività: I RITRATTI TATTILI (prima parte).
Da una grande tela di cotone si ritagliano tante pezze quante sono le persone che partecipano al laboratorio. Ogni pezza viene cucita così da ottenerne un sacchetto. La persona inserisce nel sacchetto un oggetto, un sostituto di sé o un oggetto-rappresentante di sé (tenendo però conto del fatto che il sé non è del tutto in potere/sapere dell'io, e che l''ignoranza' o 'casualità' dell'oggetto-rappresentante sono parte del gioco). In un secondo momento i sacchetti saranno scambiati tra le persone partecipanti e utilizzati come materiale per un'esperienza di traduzione delle sensazioni tattili in disegno. [Vedi incontro del 10 novembre]