Gli Interramenti sono l'esito dell'attività dei Ritratti tattili, che si è svolta tra il 27 ottobre e il 10 novembre
La persona X sceglie un oggetto e lo cuce all'interno di una sacca di tessuto. Ecco dunque un ready made trattato come un segreto, ovvero sottratto alla condizione di oggetto esposto, che è caratteristica del ready made.
La persona Y riceve l'oggetto custodito nella sacca e ne realizza un disegno sulla base della sola percezione tattile. La persona Y non sa niente dell'oggetto: non sa cosa sia, non lo vede, può anche non sapere a chi appartenga.
Dopo aver eseguito il disegno, la persona Y compie un atto di nascondimento della sacca con il suo contenuto oggettuale: lo interra, lo abbandona sotto un cumulo di foglie, lo ricopre di cemento, di concime, di neve, lo inabissa in una sequenza di pacchi postali, lo lascia scivolare sotto una griglia stradale, eccetera.
Potrà essere, l'oggetto, ritrovato per caso da qualcuno? O finirà nel tempo consumato e trasformato in altra materia? Ormai irraggiungibile, nella negazione della sua presenza, l'oggetto continua a trasmettere una interrogazione di senso e il mistero del suo destino.

Seppellimenti, sparizioni (I).
Keith Arnatt, Art as an Act of Omission (1971). Link

Nelle opere di Keith Arnatt la negazione dell'oggetto si presenta sotto le modalità di: (1) un seppellimento (Self Burial; Earth Plug); una sottrazione di materia (Invisible hole revealed...; Portrait of the artist...; Art as an act of retraction); l'omissione di un atto (Art as an act of omission).

Seppellimenti, sparizioni (I).
Keith Arnatt, Art as an act of retraction (1971). Link

Nelle opere di Keith Arnatt la negazione dell'oggetto si presenta sotto le modalità di: (1) un seppellimento (Self Burial; Earth Plug); una sottrazione di materia (Invisible hole revealed...; Portrait of the artist...; Art as an act of retraction); l'omissione di un atto (Art as an act of omission).

Seppellimenti, sparizioni (I).
Keith Arnatt, Portrait of the artist as a shadow of his former self (1969-1972). Link

Nelle opere di Keith Arnatt la negazione dell'oggetto si presenta sotto le modalità di: (1) un seppellimento (Self Burial; Earth Plug); una sottrazione di materia (Invisible hole revealed...; Portrait of the artist...; Art as an act of retraction); l'omissione di un atto (Art as an act of omission).

Seppellimenti, sparizioni (I).
Keith Arnatt, The absence of the artist (1968). Link

Nelle opere di Keith Arnatt la negazione dell'oggetto si presenta sotto le modalità di: (1) un seppellimento (Self Burial; Earth Plug); una sottrazione di materia (Invisible hole revealed...; Portrait of the artist...; Art as an act of retraction); l'omissione di un atto (Art as an act of omission).

Seppellimenti, sparizioni (I).
Keith Arnatt, Liverpool Beach Burial (1968).

Nelle opere di Keith Arnatt la negazione dell'oggetto si presenta sotto le modalità di: (1) un seppellimento (Self Burial; Earth Plug); una sottrazione di materia (Invisible hole revealed...; Portrait of the artist...; Art as an act of retraction); l'omissione di un atto (Art as an act of omission).

Seppellimenti, sparizioni (I).
Keith Arnatt, Self Burial (1969). Link

Nelle opere di Keith Arnatt la negazione dell'oggetto si presenta sotto le modalità di: (1) un seppellimento (Self Burial; Earth Plug); una sottrazione di materia (Invisible hole revealed...; Portrait of the artist...; Art as an act of retraction); l'omissione di un atto (Art as an act of omission).

Seppellimenti, sparizioni (I).
Ferruccio De Filippi, Sotterramento del braccio destro ad Agliè (1970).

Il 25 febbraio 1970, ad Agliè in Piemonte, Ferruccio De Filippi esegue il sotterramento di uno stralcio di fotografia, una riproduzione 1:1 del suo corpo, corrispondente al ritaglio del suo braccio destro. Nello stesso giorno, in una teca di zinco, sotterra l'ora dell'avvenimento (le 11:20) incisa nella creta.

Seppellimenti, sparizioni (I).
Ferruccio De Filippi, Sotterramento del braccio destro ad Agliè (1970).

Il 25 febbraio 1970, ad Agliè in Piemonte, Ferruccio De Filippi esegue il sotterramento di uno stralcio di fotografia, una riproduzione 1:1 del suo corpo, corrispondente al ritaglio del suo braccio destro. Nello stesso giorno, in una teca di zinco, sotterra l'ora dell'avvenimento (le 11:20) incisa nella creta.

Seppellimenti, sparizioni (I).
Ferruccio De Filippi, Sotterramento del braccio destro ad Agliè (1970).

Il 25 febbraio 1970, ad Agliè in Piemonte, Ferruccio De Filippi esegue il sotterramento di uno stralcio di fotografia, una riproduzione 1:1 del suo corpo, corrispondente al ritaglio del suo braccio destro. Nello stesso giorno, in una teca di zinco, sotterra l'ora dell'avvenimento (le 11:20) incisa nella creta.

Seppellimenti, sparizioni (I).
Ferruccio De Filippi, Sotterramento del braccio destro ad Agliè (1970).

Il 25 febbraio 1970, ad Agliè in Piemonte, Ferruccio De Filippi esegue il sotterramento di uno stralcio di fotografia, una riproduzione 1:1 del suo corpo, corrispondente al ritaglio del suo braccio destro. Nello stesso giorno, in una teca di zinco, sotterra l'ora dell'avvenimento (le 11:20) incisa nella creta.

Seppellimenti, sparizioni (I).
Gina Pane, Enfoncement d'un rayon de soleil, (1969) 

L'azione si svolge tramite l'utilizzo di due specchietti, che dirigono la luce solare nella buca creata dall'artista nel terreno. Si tratta di un'azione molto semplice ma straordinariamente suggestiva. Voler contenere la luce nel buio della terra è tanto assurdo quanto antichi sono i rituali che legano il pensiero dell'oltretomba al rispetto della luce.

Seppellimenti, sparizioni (I).
Gina Pane, Dessin verrouillé (disegno su carta sigillato in una scatola di ferro), (1968)

Dessin verrouillé (Disegno racchiuso) e J’ai jeté 4 dessins dans le torrent Chisone (Turin) destination mer. Acte raisonnable, ennuyeux, autocritique (Ho gettato 4 disegni nel torrente Chisone a Torino, destinazione mare. Atto ragionevole - Noioso - Autocritica) sono due opere che parallelamente negano la visibilità dell'opera, o rinchiudendola, o disperdendola.

Seppellimenti, sparizioni (I).
Gina Pane, Dessin verrouillé (disegno su carta sigillato in una scatola di ferro), (1968)

Dessin verrouillé (Disegno racchiuso) e J’ai jeté 4 dessins dans le torrent Chisone (Turin) destination mer. Acte raisonnable, ennuyeux, autocritique (Ho gettato 4 disegni nel torrente Chisone a Torino, destinazione mare. Atto ragionevole - Noioso - Autocritica) sono due opere che parallelamente negano la visibilità dell'opera, o rinchiudendola, o disperdendola.

Elena Lerra
Voglio seppellire NON quella sottoveste sexy da sempre in un cassetto / NEPPURE le scarpe più comode che tanto hanno camminato / NON le calze smagliate e NEANCHE quel cuoricino rosso di vetro / NON l’anello seppur bello e prezioso / il rossetto rosso scarlatto / lo smalto laccato che ha sbeccato le unghie / voglio seppellire NON i diari con i miei pensieri bucati e sfrangiati // NON devo barare / devo lasciare andare /// chi sono? Chi sei? // voglio seppellire nella terra fragrante il mio alito di anice e menta / il mio aroma di polpetta alla salvia // il profumo della mattina / una ciocca di quando ero bambina // tutto in una sacchetta d’oro / come un amuleto per vivi // per chi rimane / per lasciare andare / per ricordare quel giardino odoroso / dove riposo // le ultime esequie: // IO MI CONSEGNO ALL’ALTRO

Xi Wang
Indipendente

Xi Wang
Indipendente

Mingkai Wang
Ogni strato è un involucro che nasconde, ma anche un confine che segna un’assenza.

Mingkai Wang
Ogni strato è un involucro che nasconde, ma anche un confine che segna un’assenza.

Mingkai Wang
Ogni strato è un involucro che nasconde, ma anche un confine che segna un’assenza.

Mingkai Wang
Ogni strato è un involucro che nasconde, ma anche un confine che segna un’assenza.

Mingkai Wang
Ogni strato è un involucro che nasconde, ma anche un confine che segna un’assenza.

Mingkai Wang
Ogni strato è un involucro che nasconde, ma anche un confine che segna un’assenza.

Mingkai Wang
Ogni strato è un involucro che nasconde, ma anche un confine che segna un’assenza.

Florence Goux
Piccolo Oggetto Misterioso, / Ti dico a presto perché tu riposi in un luogo a me caro. / Prenditi cura di questo luogo come lui lo farà di te.

Florence Goux
Piccolo Oggetto Misterioso, / Ti dico a presto perché tu riposi in un luogo a me caro. / Prenditi cura di questo luogo come lui lo farà di te.

Florence Goux
Piccolo Oggetto Misterioso, / Ti dico a presto perché tu riposi in un luogo a me caro. / Prenditi cura di questo luogo come lui lo farà di te.

Florence Goux
Piccolo Oggetto Misterioso, / Ti dico a presto perché tu riposi in un luogo a me caro. / Prenditi cura di questo luogo come lui lo farà di te.

Florence Goux
Piccolo Oggetto Misterioso, / Ti dico a presto perché tu riposi in un luogo a me caro. / Prenditi cura di questo luogo come lui lo farà di te.

Elena Lerra
SEPPELLIMENTO URBANO

orto botanico di Brera

Elena Lerra
SEPPELLIMENTO URBANO

orto botanico di Brera

Elena Lerra
SEPPELLIMENTO URBANO

orto botanico di Brera

Elena Lerra
SOTTERRARE PER DIMENTICARE

azione nel mio giardino aromatico:

Salve o Salvia Regina!

Elena Lerra
SOTTERRARE PER DIMENTICARE

azione nel mio giardino aromatico:

Salve o Salvia Regina!

Elena Lerra
SOTTERRARE PER DIMENTICARE

azione nel mio giardino aromatico:

Salve o Salvia Regina!

Sina Abbasi Brujeni
Il seppellimento del pentimento mi rende felice e attento.

Sina Abbasi Brujeni
Il seppellimento del pentimento mi rende felice e attento.

Sina Abbasi Brujeni
Il seppellimento del pentimento mi rende felice e attento.

Martina Valenziano
Caramelle dure, di varie forme. / Dolcezze industriali, / colorate, gioie d’infanzia // L’aspetto, la cromìa, li posso immaginare // Il rumore crepitante della carta / Trapassa // La busta di tessuto, riportando immediatamente l’idea e il ricordo // Le sotterro nel concime granulare azzurro puffo

Martina Valenziano
Caramelle dure, di varie forme. / Dolcezze industriali, / colorate, gioie d’infanzia // L’aspetto, la cromìa, li posso immaginare // Il rumore crepitante della carta / Trapassa // La busta di tessuto, riportando immediatamente l’idea e il ricordo // Le sotterro nel concime granulare azzurro puffo

Martina Valenziano
Caramelle dure, di varie forme. / Dolcezze industriali, / colorate, gioie d’infanzia // L’aspetto, la cromìa, li posso immaginare // Il rumore crepitante della carta / Trapassa // La busta di tessuto, riportando immediatamente l’idea e il ricordo // Le sotterro nel concime granulare azzurro puffo

Martina Valenziano
Caramelle dure, di varie forme. / Dolcezze industriali, / colorate, gioie d’infanzia // L’aspetto, la cromìa, li posso immaginare // Il rumore crepitante della carta / Trapassa // La busta di tessuto, riportando immediatamente l’idea e il ricordo // Le sotterro nel concime granulare azzurro puffo

Yumeng Li
Il segreto scompare nella terra come questa pioggia, / La terra si occupa di custodirlo, / Svaniendo più lieve della pioggia. / Addio, / Domani il sole sorgerà di nuovo, come sempre

Yumeng Li
Il segreto scompare nella terra come questa pioggia, / La terra si occupa di custodirlo, / Svaniendo più lieve della pioggia. / Addio, / Domani il sole sorgerà di nuovo, come sempre

Yumeng Li
Il segreto scompare nella terra come questa pioggia, / La terra si occupa di custodirlo, / Svaniendo più lieve della pioggia. / Addio, / Domani il sole sorgerà di nuovo, come sempre

Emanuela Raimondi
... ... ...

Emanuela Raimondi
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Seppellimenti, sparizioni (II).
Ferruccio De Filippi, Volume del mio corpo gettato in acqua, (Torre Astura, 18 luglio 1970)

Nel 1970 la galleria La Salita (Roma) organizzò una serie di mostre a Torre Astura (Nettuno), una torre medievale che sorge sulla riva del mare, circondata dall'acqua. Ferruccio De Filippi vi svolse Antropologica, una installazione di opere che interrogavano il proprio corpo come derivazione genealogica (la famiglia), frammento di materia esposta al tempo (alterazione), come volume spaziale trasferibile nell'ambiente (il calco in gesso del corpo gettato in acqua). 

Seppellimenti, sparizioni (II).
Ferruccio De Filippi, Volume del mio corpo gettato in acqua, (Torre Astura, 18 luglio 1970)

Nel 1970 la galleria La Salita (Roma) organizzò una serie di mostre a Torre Astura (Nettuno), una torre medievale che sorge sulla riva del mare, circondata dall'acqua. Ferruccio De Filippi vi svolse Antropologica, una installazione di opere che interrogavano il proprio corpo come derivazione genealogica (la famiglia), frammento di materia esposta al tempo (alterazione), come volume spaziale trasferibile nell'ambiente (il calco in gesso del corpo gettato in acqua). 

Seppellimenti, sparizioni (II).
Ferruccio De Filippi, Volume del mio corpo gettato in acqua, (Torre Astura, 18 luglio 1970)

Nel 1970 la galleria La Salita (Roma) organizzò una serie di mostre a Torre Astura (Nettuno), una torre medievale che sorge sulla riva del mare, circondata dall'acqua. Ferruccio De Filippi vi svolse Antropologica, una installazione di opere che interrogavano il proprio corpo come derivazione genealogica (la famiglia), frammento di materia esposta al tempo (alterazione), come volume spaziale trasferibile nell'ambiente (il calco in gesso del corpo gettato in acqua). 

Seppellimenti, sparizioni (II).
Ferruccio De Filippi, Volume del mio corpo gettato in acqua, (Torre Astura, 18 luglio 1970)

Nel 1970 la galleria La Salita (Roma) organizzò una serie di mostre a Torre Astura (Nettuno), una torre medievale che sorge sulla riva del mare, circondata dall'acqua. Ferruccio De Filippi vi svolse Antropologica, una installazione di opere che interrogavano il proprio corpo come derivazione genealogica (la famiglia), frammento di materia esposta al tempo (alterazione), come volume spaziale trasferibile nell'ambiente (il calco in gesso del corpo gettato in acqua). 

Seppellimenti, sparizioni (II).
Ferruccio De Filippi, Volume del mio corpo gettato in acqua, (Torre Astura, 18 luglio 1970)

Nel 1970 la galleria La Salita (Roma) organizzò una serie di mostre a Torre Astura (Nettuno), una torre medievale che sorge sulla riva del mare, circondata dall'acqua. Ferruccio De Filippi vi svolse Antropologica, una installazione di opere che interrogavano il proprio corpo come derivazione genealogica (la famiglia), frammento di materia esposta al tempo (alterazione), come volume spaziale trasferibile nell'ambiente (il calco in gesso del corpo gettato in acqua). 

Seppellimenti, sparizioni (II).
Ferruccio De Filippi, Volume del mio corpo gettato in acqua, (Torre Astura, 18 luglio 1970)

Nel 1970 la galleria La Salita (Roma) organizzò una serie di mostre a Torre Astura (Nettuno), una torre medievale che sorge sulla riva del mare, circondata dall'acqua. Ferruccio De Filippi vi svolse Antropologica, una installazione di opere che interrogavano il proprio corpo come derivazione genealogica (la famiglia), frammento di materia esposta al tempo (alterazione), come volume spaziale trasferibile nell'ambiente (il calco in gesso del corpo gettato in acqua). 

Seppellimenti, sparizioni (II).
Ferruccio De Filippi, Volume del mio corpo gettato in acqua, (Torre Astura, 18 luglio 1970)

Nel 1970 la galleria La Salita (Roma) organizzò una serie di mostre a Torre Astura (Nettuno), una torre medievale che sorge sulla riva del mare, circondata dall'acqua. Ferruccio De Filippi vi svolse Antropologica, una installazione di opere che interrogavano il proprio corpo come derivazione genealogica (la famiglia), frammento di materia esposta al tempo (alterazione), come volume spaziale trasferibile nell'ambiente (il calco in gesso del corpo gettato in acqua). 

Seppellimenti, sparizioni (II).
Ferruccio De Filippi, Volume del mio corpo gettato in acqua, (Torre Astura, 18 luglio 1970)

Nel 1970 la galleria La Salita (Roma) organizzò una serie di mostre a Torre Astura (Nettuno), una torre medievale che sorge sulla riva del mare, circondata dall'acqua. Ferruccio De Filippi vi svolse Antropologica, una installazione di opere che interrogavano il proprio corpo come derivazione genealogica (la famiglia), frammento di materia esposta al tempo (alterazione), come volume spaziale trasferibile nell'ambiente (il calco in gesso del corpo gettato in acqua). 

Seppellimenti, sparizioni (II).
Ferruccio De Filippi, Volume del mio corpo gettato in acqua, (Torre Astura, 18 luglio 1970)

Nel 1970 la galleria La Salita (Roma) organizzò una serie di mostre a Torre Astura (Nettuno), una torre medievale che sorge sulla riva del mare, circondata dall'acqua. Ferruccio De Filippi vi svolse Antropologica, una installazione di opere che interrogavano il proprio corpo come derivazione genealogica (la famiglia), frammento di materia esposta al tempo (alterazione), come volume spaziale trasferibile nell'ambiente (il calco in gesso del corpo gettato in acqua). 

Seppellimenti, sparizioni (II).
Ferruccio De Filippi, Volume del mio corpo gettato in acqua, (Torre Astura, 18 luglio 1970)

Nel 1970 la galleria La Salita (Roma) organizzò una serie di mostre a Torre Astura (Nettuno), una torre medievale che sorge sulla riva del mare, circondata dall'acqua. Ferruccio De Filippi vi svolse Antropologica, una installazione di opere che interrogavano il proprio corpo come derivazione genealogica (la famiglia), frammento di materia esposta al tempo (alterazione), come volume spaziale trasferibile nell'ambiente (il calco in gesso del corpo gettato in acqua). 

Seppellimenti, sparizioni (II).
Ferruccio De Filippi, Volume del mio corpo gettato in acqua, (Torre Astura, 18 luglio 1970)

Nel 1970 la galleria La Salita (Roma) organizzò una serie di mostre a Torre Astura (Nettuno), una torre medievale che sorge sulla riva del mare, circondata dall'acqua. Ferruccio De Filippi vi svolse Antropologica, una installazione di opere che interrogavano il proprio corpo come derivazione genealogica (la famiglia), frammento di materia esposta al tempo (alterazione), come volume spaziale trasferibile nell'ambiente (il calco in gesso del corpo gettato in acqua). 

Seppellimenti, sparizioni (II).
Ferruccio De Filippi, Volume del mio corpo gettato in acqua, (Torre Astura, 18 luglio 1970)

Nel 1970 la galleria La Salita (Roma) organizzò una serie di mostre a Torre Astura (Nettuno), una torre medievale che sorge sulla riva del mare, circondata dall'acqua. Ferruccio De Filippi vi svolse Antropologica, una installazione di opere che interrogavano il proprio corpo come derivazione genealogica (la famiglia), frammento di materia esposta al tempo (alterazione), come volume spaziale trasferibile nell'ambiente (il calco in gesso del corpo gettato in acqua). 

Seppellimenti, sparizioni (II).
Ferruccio De Filippi, Volume del mio corpo gettato in acqua, (Torre Astura, 18 luglio 1970)

Nel 1970 la galleria La Salita (Roma) organizzò una serie di mostre a Torre Astura (Nettuno), una torre medievale che sorge sulla riva del mare, circondata dall'acqua. Ferruccio De Filippi vi svolse Antropologica, una installazione di opere che interrogavano il proprio corpo come derivazione genealogica (la famiglia), frammento di materia esposta al tempo (alterazione), come volume spaziale trasferibile nell'ambiente (il calco in gesso del corpo gettato in acqua). 

Seppellimenti, sparizioni (II).
Ferruccio De Filippi, Volume del mio corpo gettato in acqua, (Torre Astura, 18 luglio 1970)

Nel 1970 la galleria La Salita (Roma) organizzò una serie di mostre a Torre Astura (Nettuno), una torre medievale che sorge sulla riva del mare, circondata dall'acqua. Ferruccio De Filippi vi svolse Antropologica, una installazione di opere che interrogavano il proprio corpo come derivazione genealogica (la famiglia), frammento di materia esposta al tempo (alterazione), come volume spaziale trasferibile nell'ambiente (il calco in gesso del corpo gettato in acqua). 

Seppellimenti, sparizioni (II).
Ferruccio De Filippi, Volume del mio corpo gettato in acqua, (Torre Astura, 18 luglio 1970)

Nel 1970 la galleria La Salita (Roma) organizzò una serie di mostre a Torre Astura (Nettuno), una torre medievale che sorge sulla riva del mare, circondata dall'acqua. Ferruccio De Filippi vi svolse Antropologica, una installazione di opere che interrogavano il proprio corpo come derivazione genealogica (la famiglia), frammento di materia esposta al tempo (alterazione), come volume spaziale trasferibile nell'ambiente (il calco in gesso del corpo gettato in acqua). 

Seppellimenti, sparizioni (II).
Ferruccio De Filippi, Volume del mio corpo gettato in acqua, (Torre Astura, 18 luglio 1970)

Nel 1970 la galleria La Salita (Roma) organizzò una serie di mostre a Torre Astura (Nettuno), una torre medievale che sorge sulla riva del mare, circondata dall'acqua. Ferruccio De Filippi vi svolse Antropologica, una installazione di opere che interrogavano il proprio corpo come derivazione genealogica (la famiglia), frammento di materia esposta al tempo (alterazione), come volume spaziale trasferibile nell'ambiente (il calco in gesso del corpo gettato in acqua). 

Seppellimenti, sparizioni (II).
Ferruccio De Filippi, Volume del mio corpo gettato in acqua, (Torre Astura, 18 luglio 1970)

Nel 1970 la galleria La Salita (Roma) organizzò una serie di mostre a Torre Astura (Nettuno), una torre medievale che sorge sulla riva del mare, circondata dall'acqua. Ferruccio De Filippi vi svolse Antropologica, una installazione di opere che interrogavano il proprio corpo come derivazione genealogica (la famiglia), frammento di materia esposta al tempo (alterazione), come volume spaziale trasferibile nell'ambiente (il calco in gesso del corpo gettato in acqua). 

Seppellimenti, sparizioni (II).
Ferruccio De Filippi, Volume del mio corpo gettato in acqua, (Torre Astura, 18 luglio 1970)

Nel 1970 la galleria La Salita (Roma) organizzò una serie di mostre a Torre Astura (Nettuno), una torre medievale che sorge sulla riva del mare, circondata dall'acqua. Ferruccio De Filippi vi svolse Antropologica, una installazione di opere che interrogavano il proprio corpo come derivazione genealogica (la famiglia), frammento di materia esposta al tempo (alterazione), come volume spaziale trasferibile nell'ambiente (il calco in gesso del corpo gettato in acqua). 

Xiwen Wang
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Xiwen Wang
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Matteo Bianchi
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Matteo Bianchi
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Matteo Bianchi
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Patrizia Tenisci
Ho ripreso l'operazione di sotterramento. Ho scelto un angolo in un cortile privato, oggi trascurato, dove si trova un sedile di pietra che è stato testimone dell'opera e della vita della poetessa Alda Merini.

Le parole che ho pronunciato nell'azione sono: "Eri nella terra e nella terra ritornerai. Ciao". 

Milena Tortorelli
Nella terra RADICAMI RADICATI RADICARSI

Milena Tortorelli
Nella terra RADICAMI RADICATI RADICARSI

Milena Tortorelli
Nella terra RADICAMI RADICATI RADICARSI

Milena Tortorelli
Nella terra RADICAMI RADICATI RADICARSI

Milena Tortorelli
Nella terra RADICAMI RADICATI RADICARSI

Martina Lamberti
Parola: delusione.
Ho capito subito cosa la sacchetta contenesse: un oggetto privo di romanticismo assoluto. Ero contraria a sotterrare un oggetto tecnologico e quindi ho cercato di dare un senso al gesto, facendolo diventare un germoglio con quello che avevo al momento.

Martina Lamberti
Parola: delusione.
Ho capito subito cosa la sacchetta contenesse: un oggetto privo di romanticismo assoluto. Ero contraria a sotterrare un oggetto tecnologico e quindi ho cercato di dare un senso al gesto, facendolo diventare un germoglio con quello che avevo al momento.

Martina Lamberti
Parola: delusione.
Ho capito subito cosa la sacchetta contenesse: un oggetto privo di romanticismo assoluto. Ero contraria a sotterrare un oggetto tecnologico e quindi ho cercato di dare un senso al gesto, facendolo diventare un germoglio con quello che avevo al momento.

Martina Lamberti
Parola: delusione.
Ho capito subito cosa la sacchetta contenesse: un oggetto privo di romanticismo assoluto. Ero contraria a sotterrare un oggetto tecnologico e quindi ho cercato di dare un senso al gesto, facendolo diventare un germoglio con quello che avevo al momento.

Martina Lamberti
Parola: delusione.
Ho capito subito cosa la sacchetta contenesse: un oggetto privo di romanticismo assoluto. Ero contraria a sotterrare un oggetto tecnologico e quindi ho cercato di dare un senso al gesto, facendolo diventare un germoglio con quello che avevo al momento.

Marco Michele Caserta
Un coccio, una gemma, chissà; ma lo sento, lo sento intensamente, è rosso bordeaux, solo questo so certamente.

Dunque ti onoro e insieme a te brindo forte, alla vita e alla morte!

Vino rosso di Bordeaux per te e per me.

Cheers!

Tutto ciò che torna a madre terra torna alla vita.

Marco Michele Caserta
Un coccio, una gemma, chissà; ma lo sento, lo sento intensamente, è rosso bordeaux, solo questo so certamente.

Dunque ti onoro e insieme a te brindo forte, alla vita e alla morte!

Vino rosso di Bordeaux per te e per me.

Cheers!

Tutto ciò che torna a madre terra torna alla vita.

Marco Michele Caserta
Un coccio, una gemma, chissà; ma lo sento, lo sento intensamente, è rosso bordeaux, solo questo so certamente.

Dunque ti onoro e insieme a te brindo forte, alla vita e alla morte!

Vino rosso di Bordeaux per te e per me.

Cheers!

Tutto ciò che torna a madre terra torna alla vita.

Marco Michele Caserta
Un coccio, una gemma, chissà; ma lo sento, lo sento intensamente, è rosso bordeaux, solo questo so certamente.

Dunque ti onoro e insieme a te brindo forte, alla vita e alla morte!

Vino rosso di Bordeaux per te e per me.

Cheers!

Tutto ciò che torna a madre terra torna alla vita.

Marco Michele Caserta
Un coccio, una gemma, chissà; ma lo sento, lo sento intensamente, è rosso bordeaux, solo questo so certamente.

Dunque ti onoro e insieme a te brindo forte, alla vita e alla morte!

Vino rosso di Bordeaux per te e per me.

Cheers!

Tutto ciò che torna a madre terra torna alla vita.

Marco Michele Caserta
Un coccio, una gemma, chissà; ma lo sento, lo sento intensamente, è rosso bordeaux, solo questo so certamente.

Dunque ti onoro e insieme a te brindo forte, alla vita e alla morte!

Vino rosso di Bordeaux per te e per me.

Cheers!

Tutto ciò che torna a madre terra torna alla vita.

Marco Michele Caserta
Un coccio, una gemma, chissà; ma lo sento, lo sento intensamente, è rosso bordeaux, solo questo so certamente.

Dunque ti onoro e insieme a te brindo forte, alla vita e alla morte!

Vino rosso di Bordeaux per te e per me.

Cheers!

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Marco Michele Caserta
Un coccio, una gemma, chissà; ma lo sento, lo sento intensamente, è rosso bordeaux, solo questo so certamente.

Dunque ti onoro e insieme a te brindo forte, alla vita e alla morte!

Vino rosso di Bordeaux per te e per me.

Cheers!

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Marco Michele Caserta
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Dunque ti onoro e insieme a te brindo forte, alla vita e alla morte!

Vino rosso di Bordeaux per te e per me.

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Tutto ciò che torna a madre terra torna alla vita.

Marco Michele Caserta
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Dunque ti onoro e insieme a te brindo forte, alla vita e alla morte!

Vino rosso di Bordeaux per te e per me.

Cheers!

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Marco Michele Caserta
Un coccio, una gemma, chissà; ma lo sento, lo sento intensamente, è rosso bordeaux, solo questo so certamente.

Dunque ti onoro e insieme a te brindo forte, alla vita e alla morte!

Vino rosso di Bordeaux per te e per me.

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Marco Michele Caserta
Un coccio, una gemma, chissà; ma lo sento, lo sento intensamente, è rosso bordeaux, solo questo so certamente.

Dunque ti onoro e insieme a te brindo forte, alla vita e alla morte!

Vino rosso di Bordeaux per te e per me.

Cheers!

Tutto ciò che torna a madre terra torna alla vita.

Marco Michele Caserta
Un coccio, una gemma, chissà; ma lo sento, lo sento intensamente, è rosso bordeaux, solo questo so certamente.

Dunque ti onoro e insieme a te brindo forte, alla vita e alla morte!

Vino rosso di Bordeaux per te e per me.

Cheers!

Tutto ciò che torna a madre terra torna alla vita.

Marco Michele Caserta
Un coccio, una gemma, chissà; ma lo sento, lo sento intensamente, è rosso bordeaux, solo questo so certamente.

Dunque ti onoro e insieme a te brindo forte, alla vita e alla morte!

Vino rosso di Bordeaux per te e per me.

Cheers!

Tutto ciò che torna a madre terra torna alla vita.

Marco Michele Caserta
Un coccio, una gemma, chissà; ma lo sento, lo sento intensamente, è rosso bordeaux, solo questo so certamente.

Dunque ti onoro e insieme a te brindo forte, alla vita e alla morte!

Vino rosso di Bordeaux per te e per me.

Cheers!

Tutto ciò che torna a madre terra torna alla vita.

Marco Michele Caserta
Un coccio, una gemma, chissà; ma lo sento, lo sento intensamente, è rosso bordeaux, solo questo so certamente.

Dunque ti onoro e insieme a te brindo forte, alla vita e alla morte!

Vino rosso di Bordeaux per te e per me.

Cheers!

Tutto ciò che torna a madre terra torna alla vita.

Marco Michele Caserta
Un coccio, una gemma, chissà; ma lo sento, lo sento intensamente, è rosso bordeaux, solo questo so certamente.

Dunque ti onoro e insieme a te brindo forte, alla vita e alla morte!

Vino rosso di Bordeaux per te e per me.

Cheers!

Tutto ciò che torna a madre terra torna alla vita.

Marco Michele Caserta
Un coccio, una gemma, chissà; ma lo sento, lo sento intensamente, è rosso bordeaux, solo questo so certamente.

Dunque ti onoro e insieme a te brindo forte, alla vita e alla morte!

Vino rosso di Bordeaux per te e per me.

Cheers!

Tutto ciò che torna a madre terra torna alla vita.

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Marco Michele Caserta
Un coccio, una gemma, chissà; ma lo sento, lo sento intensamente, è rosso bordeaux, solo questo so certamente.

Dunque ti onoro e insieme a te brindo forte, alla vita e alla morte!

Vino rosso di Bordeaux per te e per me.

Cheers!

Tutto ciò che torna a madre terra torna alla vita.

Monica Sori
Sparire in città / Nuvola e ferro

Monica Sori
Sparire in città / Nuvola e ferro

Monica Sori
Sparire in città / Nuvola e ferro

Elisa Dell'Era
Rumore solido, duro. / Nessun eco lascia, / la terra. / Assorbe, / l’oggetto nascosto. 



Elisa Dell'Era
Rumore solido, duro. / Nessun eco lascia, / la terra. / Assorbe, / l’oggetto nascosto. 



Elisa Dell'Era
Rumore solido, duro. / Nessun eco lascia, / la terra. / Assorbe, / l’oggetto nascosto. 



Alessandro Greco
Fragilità

Alessandro Greco
Fragilità

Celeste Luna Sala
... ... ...

Celeste Luna Sala
... ... ...

Celeste Luna Sala
... ... ...

Celeste Luna Sala
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Celeste Luna Sala
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Seppellimenti, sparizioni (III).
Helena Almeida, Pintura habitada, 1976
«The work of Helena Almeida (Lisbon, 1934) insists upon a kind of litany: my painting is my body, my work is my body. The desire for painting and drawing to become body, for the distance between body and work to be abolished, is evident. However, simultaneously one finds out little about her concrete body. The artist’s concrete and physical body is constantly diverted, disfigured, concealed by shapes that may prolong or spill it, move “in” and “out” of it, cover or reveal it, as happens with this blue curtain-like shape of painting, grabbed by the hands which first painted it.» Isabel Carlos, 2010, link

Seppellimenti, sparizioni (III).
Helena Almeida, Pintura habitada, 1975
In questo lavoro la negazione del volto è duplice: a sinistra è la pittura a nascondere il volto; a destra è lo specchio. L'immagine lascia ipotizzare un punto di vista dall'altra parte dello specchio, dal quale sarebbe possibile ritrovare quel volto, cancellato o assorbito dalla pittura. Il punto di vista dall'altra parte dello specchio è una impossibilità dello spazio concreto, e una possibilità dello spazio immaginario o, appunto, speculativo.

Seppellimenti, sparizioni (III).
Helena Almeida, Desenho habitado, 1977
Una pratica di "anti-disegno" (cfr: Sandra Vieira Jürgens, link) è quella che scopre, al di là del disegno, la realtà fisica del disegno: i materiali, l'azione del disegnare, la presenza del corpo. Questi elementi danno luogo al disegno, nel senso che letteralmente costruiscono uno spazio di esistenza del disegno. In questo spazio il disegno rimane esclusivamente come traccia di quell'avvenimento fisico. L'apparizione del disegno si deve alla scomparsa del corpo, alla fine dell'azione, e all'oblio dei materiali nel disegno.

Seppellimenti, sparizioni (III).
Helena Almeida, Tela habitada, 1976
La semplice azione del muoversi da dietro a davanti la tela, fa della tela un sipario, e del corpo un evento: appare, si intela, scompare.

Seppellimenti, sparizioni (III).
Helena Almeida, Tela habitada, 1976
«Helena Almeida interprets thus a relationship between inside and outside, either as the interior projected as a body in relation to outside space, or through a constant assertion of the delimitation of spaces and the desire to overtake them, tear them apart, reveal their other side, to break down their barriers and pull out of them. She fulfills thus in another way the timeless axiom always repeated by the old master of Velasquez, Francisco Pacheco: “The image must jump out of the canvas”.» (link)

Seppellimenti, sparizioni (III).
Helena Almeida, A casa, 1982

Seppellimenti, sparizioni (III).
Helena Almeida, Dentro de mim, 2001

«In Helena Almeida's photograph, Dentro de Mim (Inside Me, 2001), a ray of light is projected from the observer's field, restoring verticality to a figure in precarious balance, while maintaining a shadow about to disappear in the present – just as the drawing has its origin in the silhouette of the beloved.» (Fernando J. Ribeiro, link)

Charlotte Maria Dall'Acqua
Sotto la neve per sempre nascosto.

Charlotte Maria Dall'Acqua
Sotto la neve per sempre nascosto.

Charlotte Maria Dall'Acqua
Sotto la neve per sempre nascosto.

Viviana Borlone
Sotto / Sopra / Sottosopra.

Viviana Borlone
Sotto / Sopra / Sottosopra.

Viviana Borlone
Sotto / Sopra / Sottosopra.

Barbara Lodigiani
L'ho decorato e profumato. Il pensiero che mi accompagna spesso dimora qui, nella terra umida che ascolta il rumore del mare e si nutre del suo sale e dei suoi colori.

Un sasso con muschio giallo custodisce questo pensiero che rimane leggero e fluttuante.

Barbara Lodigiani
L'ho decorato e profumato. Il pensiero che mi accompagna spesso dimora qui, nella terra umida che ascolta il rumore del mare e si nutre del suo sale e dei suoi colori.

Un sasso con muschio giallo custodisce questo pensiero che rimane leggero e fluttuante.

Barbara Lodigiani
L'ho decorato e profumato. Il pensiero che mi accompagna spesso dimora qui, nella terra umida che ascolta il rumore del mare e si nutre del suo sale e dei suoi colori.

Un sasso con muschio giallo custodisce questo pensiero che rimane leggero e fluttuante.

Barbara Lodigiani
L'ho decorato e profumato. Il pensiero che mi accompagna spesso dimora qui, nella terra umida che ascolta il rumore del mare e si nutre del suo sale e dei suoi colori.

Un sasso con muschio giallo custodisce questo pensiero che rimane leggero e fluttuante.

Valentina Braidi
Sepolto in un mare di relitti

Valentina Braidi
Sepolto in un mare di relitti

Valentina Braidi
Sepolto in un mare di relitti

Valentina Braidi
Sepolto in un mare di relitti

Valentina Braidi
Sepolto in un mare di relitti

Valentina Braidi
Sepolto in un mare di relitti

Anastasiya Lobanova
29.12.2025

Anastasiya Lobanova
29.12.2025

Anastasiya Lobanova
29.12.2025

Anastasiya Lobanova
29.12.2025

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Anastasiya Lobanova
29.12.2025

Anastasiya Lobanova
29.12.2025

Emanuele Labria
09.11.2025

Emanuele Labria
09.11.2025

Emanuele Labria
09.11.2025

Emanuele Labria
09.11.2025

Yiqiao Qin
Nel momento dell'interramento, la prima parola che mi è venuta in mente è: lapide. A sinistra, le raffigurazioni percettive del sacchetto eseguite dagli altri – la vita di una persona è incisa nelle opinioni degli altri.

Yiqiao Qin
Nel momento dell'interramento, la prima parola che mi è venuta in mente è: lapide. A sinistra, le raffigurazioni percettive del sacchetto eseguite dagli altri – la vita di una persona è incisa nelle opinioni degli altri.

Yiqiao Qin
Nel momento dell'interramento, la prima parola che mi è venuta in mente è: lapide. A sinistra, le raffigurazioni percettive del sacchetto eseguite dagli altri – la vita di una persona è incisa nelle opinioni degli altri.

Yiqiao Qin
Nel momento dell'interramento, la prima parola che mi è venuta in mente è: lapide. A sinistra, le raffigurazioni percettive del sacchetto eseguite dagli altri – la vita di una persona è incisa nelle opinioni degli altri.

Gabriele Randaccio
Pietra su pietra

Enning Zhang
Questo lavoro affronta la morte come esperienza simbolica e corporea.

Il corpo rappresentato appare spezzato e ricucito, come se il gesto artistico fosse un tentativo di trattenere ciò che inevitabilmente sfugge.

La sepoltura diventa un atto rituale: non per nascondere, ma per riconoscere la perdita e lasciare che la materia continui la sua trasformazione nel tempo.

Enning Zhang
Questo lavoro affronta la morte come esperienza simbolica e corporea.

Il corpo rappresentato appare spezzato e ricucito, come se il gesto artistico fosse un tentativo di trattenere ciò che inevitabilmente sfugge.

La sepoltura diventa un atto rituale: non per nascondere, ma per riconoscere la perdita e lasciare che la materia continui la sua trasformazione nel tempo.

Enning Zhang
Questo lavoro affronta la morte come esperienza simbolica e corporea.

Il corpo rappresentato appare spezzato e ricucito, come se il gesto artistico fosse un tentativo di trattenere ciò che inevitabilmente sfugge.

La sepoltura diventa un atto rituale: non per nascondere, ma per riconoscere la perdita e lasciare che la materia continui la sua trasformazione nel tempo.

Enning Zhang
Questo lavoro affronta la morte come esperienza simbolica e corporea.

Il corpo rappresentato appare spezzato e ricucito, come se il gesto artistico fosse un tentativo di trattenere ciò che inevitabilmente sfugge.

La sepoltura diventa un atto rituale: non per nascondere, ma per riconoscere la perdita e lasciare che la materia continui la sua trasformazione nel tempo.

Enning Zhang
Questo lavoro affronta la morte come esperienza simbolica e corporea.

Il corpo rappresentato appare spezzato e ricucito, come se il gesto artistico fosse un tentativo di trattenere ciò che inevitabilmente sfugge.

La sepoltura diventa un atto rituale: non per nascondere, ma per riconoscere la perdita e lasciare che la materia continui la sua trasformazione nel tempo.

Enning Zhang
Questo lavoro affronta la morte come esperienza simbolica e corporea.

Il corpo rappresentato appare spezzato e ricucito, come se il gesto artistico fosse un tentativo di trattenere ciò che inevitabilmente sfugge.

La sepoltura diventa un atto rituale: non per nascondere, ma per riconoscere la perdita e lasciare che la materia continui la sua trasformazione nel tempo.

Ke Wu
Quando ho seppellito il batuffolo di zucchero, / ho fatto a me stesso uno scherzo gentile. / Sapevo che non sarebbe cresciuto in nulla, / eppure speravo che potesse cambiare qualcosa, / anche solo il profumo di un pugno di terra. / In fondo, a volte gli esseri umani non cercano un risultato, / ma solo di dimostrare a se stessi di credere ancora nella possibilità.

Ke Wu
Quando ho seppellito il batuffolo di zucchero, / ho fatto a me stesso uno scherzo gentile. / Sapevo che non sarebbe cresciuto in nulla, / eppure speravo che potesse cambiare qualcosa, / anche solo il profumo di un pugno di terra. / In fondo, a volte gli esseri umani non cercano un risultato, / ma solo di dimostrare a se stessi di credere ancora nella possibilità.

Ke Wu
Quando ho seppellito il batuffolo di zucchero, / ho fatto a me stesso uno scherzo gentile. / Sapevo che non sarebbe cresciuto in nulla, / eppure speravo che potesse cambiare qualcosa, / anche solo il profumo di un pugno di terra. / In fondo, a volte gli esseri umani non cercano un risultato, / ma solo di dimostrare a se stessi di credere ancora nella possibilità.

Zhou Yiheng
Ho disegnato un frammento di corpo femminile, piccolo come una reliquia. / L’ho avvolto in una tela e consegnato alla terra. / Non per proteggerlo, / ma per sottrarlo allo sguardo. / Ciò che viene sepolto non è il corpo, / ma la sua esposizione. / Non la vita, / ma la sua disponibilità.

Zhou Yiheng
Ho disegnato un frammento di corpo femminile, piccolo come una reliquia. / L’ho avvolto in una tela e consegnato alla terra. / Non per proteggerlo, / ma per sottrarlo allo sguardo. / Ciò che viene sepolto non è il corpo, / ma la sua esposizione. / Non la vita, / ma la sua disponibilità.

Elisa Musazzi
Ho ritardato di molto l’esercizio perché mi ci è voluto molto tempo per dimenticare, e di conseguenza nascondere l’oggetto alla mia mente, oltre che al mio sguardo. Ora so che si trova nel mio zaino ma non ricordo più dove, quindi sento di averlo finalmente nascosto.

Miao Bai
Nel periodo in cui ho lavorato a questo progetto stavo riflettendo sul tema della vita e dell’anima, sulla permanenza e sulla scomparsa della memoria umana. Queste riflessioni mi hanno riportato al film Coco, in cui si afferma che una persona scompare veramente solo quando nessuno la ricorda più.

Miao Bai
Partendo da questa idea, ho deciso di interrare un dipinto che rappresenta un mucchio di legna in fiamme, avvolto in una tela dipinta con un’immagine di foresta. Il fuoco diventa per me una metafora della vita: fragile, intensa, destinata a spegnersi. La foresta, al contrario, rappresenta un sistema ciclico che non scompare mai, un organismo che continuamente muore e rinasce.

Miao Bai
Ho scelto di interrare l’immagine accanto a un albero, nel luogo in cui vivo quotidianamente. Non si tratta di uno spazio neutro, ma di un luogo abitato, attraversato ogni giorno dal mio corpo e dalla mia memoria. In questo modo l’interramento diventa un gesto intimo: affido il ricordo non a una terra lontana, ma alla terra che fa parte della mia vita.

Miao Bai
Ho scelto di interrare l’immagine accanto a un albero, nel luogo in cui vivo quotidianamente. Non si tratta di uno spazio neutro, ma di un luogo abitato, attraversato ogni giorno dal mio corpo e dalla mia memoria. In questo modo l’interramento diventa un gesto intimo: affido il ricordo non a una terra lontana, ma alla terra che fa parte della mia vita.

Miao Bai
Credo nella possibilità di una permanenza dell’anima, e immagino questo atto come una forma di conservazione invisibile. L’immagine non viene distrutta, ma trasformata e custodita nel tempo, all’interno di un ciclo naturale che unisce vita, distruzione e rinascita.

Miao Bai
Credo nella possibilità di una permanenza dell’anima, e immagino questo atto come una forma di conservazione invisibile. L’immagine non viene distrutta, ma trasformata e custodita nel tempo, all’interno di un ciclo naturale che unisce vita, distruzione e rinascita.

Miao Bai
Interrare l’immagine significa sottrarla allo sguardo, ma non alla memoria. Come nel film che mi ha ispirata, la vera scomparsa non è la morte fisica, ma l’oblio. Con questo lavoro ho cercato di creare un luogo simbolico in cui la memoria possa continuare a esistere, nel punto stesso in cui la mia vita quotidiana continua a scorrere.

Miao Bai
Interrare l’immagine significa sottrarla allo sguardo, ma non alla memoria. Come nel film che mi ha ispirata, la vera scomparsa non è la morte fisica, ma l’oblio. Con questo lavoro ho cercato di creare un luogo simbolico in cui la memoria possa continuare a esistere, nel punto stesso in cui la mia vita quotidiana continua a scorrere.

Jiqiong Jiang
Seppellimento / Felicità / Primavera

Jiqiong Jiang
Seppellimento / Felicità / Primavera

Jiqiong Jiang
Seppellimento / Felicità / Primavera